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2 Giu
Giugno 2, 2026 ,
12:00 pm
Esposizione di oggetti e ricordi nel 50° anniversario della morte di Mons. Francesco Galloni

Programma

In occasione del 50° anniversario della morte di Mons. Francesco Galloni è stata allestita una esposizione di oggetti e ricordi a lui appartenuti che potrà essere visitata fino ad agosto

Luogo

villa Montanina - Via Montanina Mons. Francesco Galloni 1

Data & Ora

Giugno 2, 2026 ,
12:00 pm

Approfondimenti

Altre info

ESPOSIZIONE di RICORDI e OGGETTI
appartenuti a don Francesco Galloni

Amici, attraverso questi preziosi oggetti, appartenuti a don Francesco Galloni e conservati nel Museo - Archivio della Montanina, è possibile ripercorrere un percorso che attraversa tutta l’esistenza del nostro amato don Francesco: dagli albori del magistero sacerdotale alla Grande Guerra come Cappellano Militare del 5° Alpini; dalla missione di recupero delle salme dei militari italiani in Veneto, Trentino, Bulgaria e Macedonia del primo dopoguerra, alla nascita e sviluppo dell’Opera Italiana Pro Oriente;
dal tema de “Il Pane” per le scuole secondarie del Regno d’Italia alla Celebrazione triennale tenutasi in 8000 comuni italiani tra il 1928 ed il 1930;
dal recupero della Montanina distrutta dalla guerra, ai legami dinastici che - anche grazie all’opera di don Francesco - portarono al matrimonio tra Giovanna di Savoia e Boris III° di Bulgaria nel 1930; dalle Sante amicizie con Giovanni Battista Montini (S. Paolo VI°), Angelo Giuseppe Roncalli (S. Giovanni XXIII°), i beati coniugi Beltrame Quattrocchi, il beato Eugenio Bossilkov, alla fondazione della Congregazione delle Suore di Santa Maria Annunziata del 1931; dai terribili anni del secondo conflitto mondiale e della gestione della Nunziatura Apostolica in Bulgaria al salvataggio di ebrei di varie nazionalità ed al successivo esilio.
Un percorso ricco che difficilmente può essere narrato da queste “poche cose”, ma che vuol essere piuttosto l’inizio di una narrazione che faccia conoscere e amare a tutti la vastità dell'opera compiuta da don Francesco Galloni nel suo cammino terreno e spirituale, avvicinandoci con il suo insegnamento, fatto di carità e preghiera, a Cristo:
«Siate figli docili e appassionati di Cristo, della Chiesa e del Papa. Serrate nei vostri petti la Croce come essa è piantata su tutte le nostre cime. Essa che vigila e protegge i nostri morti - accompagni il vostro cammino, dalla Montanina alla vita - dalla vita al Cielo»
(Sofia, 6 marzo 1947).

 

1. Mons. Francesco Galloni (1890-1976)


Nella teca trovano spazio diversi oggetti della vita di don Francesco Galloni. Sulla sinistra è possibile vedere l’attenta calligrafia di don Francesco Galloni durante gli anni del Ginnasio ed alcuni quaderni del periodo scolare. Nelle diverse foto è possibile vedere don Francesco in diversi momenti della sua vita. Si trovano inoltre due preziosi documenti relativi all’ordinazione subdiaconale e diaconale del 1914 da parte dell’allora Vescovo di Brescia, S.E.R. Giacinto Gaggia. Sulla destra sono visibili alcuni documenti personali quali la carta d’identità, il passaporto, il lasciapassare alleato nel 1944-45, la tessera della Società Nazionale Dante Alighieri di Sofia ed infine le toccanti ultime parole pronunciate sul letto di morte all’Ospedale Civile di Schio, il 4 giugno 1976.

 

2. Sacerdote di Cristo


Nella teca trovano spazio diversi oggetti relativi alla missione sacerdotale di don Francesco: l’altare da campo dei tempi della Grande Guerra con la foto della S. Messa sul Pasubio; l’Imitazione di Cristo di Erasmo da Rotterdam, fonte di ispirazione; dei breviari; la documentazione che attesta l’attività di recupero delle salme dei militari italiani in Macedonia e Bulgaria (1921-1922) per conto del Regio Esercito e dell’Ass. Famiglie Caduti e Dispersi, degnamente sepolte ora, grazie all’opera pietosa di don Francesco, nel Cimitero militare Italo – Francese di Sofia.

 

3. Angelo del Pasubio – Cappellano del 5^ Alpini – Btg. Monte Suello (1915-1919) poi Stelvio


Sovrastata dal cappello alpino e dal tricolore, la teca mostra diversi cimeli a partire dal breviario colpito da palla di shrapnel, da diverse foto da cappellano militare, dall’agenda tascabile con i nomi dei suoi alpini. Sulla destra è possibile vedere il taccuino con la foto di don Francesco in divisa e della madre, che portava sempre con sé. In basso sulla destra alcuni preziosi cimeli: il diario di guerra del settembre 1916 che riporta:
“…Ho chiuso gli occhi a parecchi che mi sono spirati nelle mani; io ero inginocchiato accanto ad essi, ho comunicato altri, che tanto t’hanno gradito, perché t’amavano tanto con tutta la loro giovinezza, Signore, ho benedetto alcuni morti, parecchi già fatti seppellire, altri non ho potuto che pietosamente riunire e ricoprire di poche zolle, di poche frasche, di una coperta, dei teli della loro tenda, e i due abbandonati lassù – Signore hai mandato i tuoi Angioli a ricoprirli delle loro ali.”
Quel giorno gli valse la medaglia d'argento al v.m. con la motivazione: "Spintosi fin sotto i reticolati nemici per raccogliere feriti e curare il trasporto al posto di medicazione, compiva più volte, in terreno battuto, tale opera pietosa. Colpito egli stesso, persisteva con ammirevole calma nella sua missione, finché tutti i feriti del reparto furono condotti nelle nostre linee" (Regione Pasubio, Trincee austriache di q. 2200, 10 settembre 1916).”
Vediamo quindi due delle tre medaglie al valor militare (d’argento e di bronzo), una croce al merito di guerra, la medaglia della guerra per l’unità d’Italia con le annate 1915-1918; preziosa testimonianza è la piastrina insanguinata di un milite ignoto trovata sul campo di battaglia da don Francesco. Al centro, invece, è possibile vedere la rara edizione di “Cuor di soldato. I Doveri. La Preghiera. Gli Esempi”, testo scritto da don Francesco Galloni nel 1918, di carattere educativo cattolico per i suoi alpini. Sulla sinistra della teca espositiva è possibile vedere documentazioni e foto della Chiesetta del Pasubio inaugurata nel 1961 per volontà di don Francesco sulla base del “voto” alla Vergine Maria del 10 settembre 1916. E’ inoltre esposta la “Madonna pellegrina” ovvero la statua venerata in Bulgaria tra le famiglie cattoliche durante la persecuzione del regime comunista.

 

4. Fondatore della Congregazione delle Figlie di Santa Maria Annunciata (1931)


Nella teca sono documentati alcuni fondamentali documenti relativi alla fondazione delle Figlie di Santa Maria Annunciata. La fondazione risale al febbraio 1931. Viene esposto in copia il documento di erezione canonica della Congregazione dell’agosto 1946, emesso dal Vicario Apostolico Ivan Romanoff. Al centro vi sono le Costituzioni e la preziosa croce che ogni suora portava sul petto. Sulla destra vi sono testimonianze fotografiche delle diverse fasi di sviluppo della Congregazione, dagli albori al secondo dopoguerra, che vide la sospensione delle attività in Bulgaria a causa delle persecuzioni del regime comunista bulgaro, portando don Francesco e le sue sorelle religiose ad operare in Svizzera a Tavannes. Sulla destra è possibile ammirare la prima edizione del libro “Quasi aurora consurgens. Ave Maria”, pubblicato nel 1971 su testi di don Francesco Galloni e disegni del pittore Aldo Carpi, testamento spirituale del sacerdote bresciano.

 

5. Profeta e amico di santi, regnanti e poveri


Nella teca sono conservati diversi ricordi e fotografie di figure storiche e di riferimento per don Francesco Galloni. Sulla sinistra è possibile vedere la foto autografa della Regina Giovanna di Bulgaria. Al centro in alto invece vi è una bella immagine su cornice bulgara del beato e martire Eugenio Bossilkov con la foto dello stesso e don Francesco in Montanina, pochi anni prima della morte. Sulla destra della teca vi sono diversi oggetti e foto che ricordano i legami con San Giovanni XXIII°, delegato apostolico in Bulgaria tra il 1925 ed il 1934, dove collaborò attivamente in fraternità ed amicizia con don Francesco Galloni. E’ qui esposto il breviario e alcune delle preziose corrispondenze originali conservate durante e dopo il soggiorno bulgaro del futuro pontefice. Inoltre è presente la foto che ritrae Roncalli nella sua visita alla Montanina nel 1953, quando rivestiva la carica di cardinale Patriarca di Venezia. Al centro è possibile vedere la copia della lettera del giovane San Paolo VI°, del marzo 1920, all’allora Tenente Cappellano militare, con una foto di Montini del 1923. Sulla destra è possibile vedere la commovente immagine dell’ultimo incontro tra San Paolo VI° e Mons. Galloni.
In basso a sinistra è possibile scorgere la copertina di un libro “L’ordito e la trama” che riguarda i coniugi Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, coppia di sposi cristiani, oggi Beati, che nel nostro tempo hanno vissuto il loro carisma sponsale. Il testo fu scritto da Maria durante il suo soggiorno alla Montanina nel 1952.

 

6. L’Opera Italiana Pro Oriente (1922) e la ricostruzione della Montanina (1929-30)


Nella teca conservati diversi cimeli dell’Opera Italiana Pro Oriente, organizzazione fondata da don Francesco Galloni nel 1922 al ritorno dalle sue prime missioni in Bulgaria per il recupero dei militari italiani là caduti. Si possono vedere alcune delle più importanti iniziative culturali quali il primo numero della rivista “Le Vie dell’Oriente” organo dell’Opera, che proseguirà sino ai primi anni Trenta, un opuscolo del primo dopoguerra, le raccolte di cartoline Predappio, Bulgaria e Ungheria volte alla raccolta fondi per la realizzazione degli scopi della Pro Oriente. Inoltre troviamo testimonianza del concorso per le scuole secondarie del Regno d’Italia dal titolo “Il Pane” e della Celebrazione del Pane (3 edizioni dal 1928 al 1930), con la preghiera firmata dall’allora Capo del Governo e una foto di un Comitato locale. Sull’esempio di grandi santi come San Giovanni Bosco, don Francesco riuscì a finanziare le sue opere e la diffusa carità verso il prossimo ed il bisognoso (si rammenti il supporto dato a Giovanni XXIII° in occasione del terribile terremoto in Bulgaria) grazie a questi eventi ed alla carità diffusa in tutti i comuni d’Italia. Sulla destra invece è possibile ammirare la testimonianza fotografica di una delle più importanti realizzazioni dell’Opera, ovvero la ristrutturazione della Montanina, acquistata nel 1927 e restaurata tra il 1929 ed il 1932, per farla divenire sede dell’Opera Italiana Pro Oriente, inizialmente Memoriale ai caduti della Grande Guerra.

 

7. Reggente della Delegazione Apostolica in Bulgaria


Nella teca sono conservati importanti oggetti relativi al periodo bulgaro. Gli anni della seconda guerra mondiale, dell'armistizio italiano (8 settembre '43 e dell'instaurazione di un nuovo regime in Bulgaria (9 settembre '44), misero nella luce appropriata la presenza di Francesco Galloni nel paese : egli apparve come vero pastore della Chiesa in una situazione particolarmente difficile.
L'evacuazione dalla città bombardata nei primi mesi del '43, la ricerca dei prigionieri italiani in mano ai tedeschi e ai bulgari dopo l'armistizio italiano dell'8 settembre, l'incertezza dei fronti in guerra e poi la marea dell'invasione sovietica in seguito al colpo di stato del 9 settembre '44, rivelarono in lui doti di coraggio e di sollecitudine per i fratelli, che la stessa Santa Sede volle riconoscere con il delicato ed in quel momento assai ingrato incarico di reggente della Delegazione Apostolica di Sofia. In questo scorcio del soggiorno bulgaro le energie di don Francesco, divenuto mons. Francesco Galloni, in virtù del nuovo incarico diplomatico, si moltiplicarono. Egli non si accontentò dei meri contatti che il suo rango gli offriva, ma si trasformò in autentico pastore itinerante.
Nella foto a destra è possibile vedere l’Istituto Italo Orientale costruito da don Francesco e la foto della posa della prima pietra benedetta nell’agosto 1925 da Mons. Roncalli. Al centro sono riportate le foto e gli oggetti relativi al bombardamento alleato del 1944 della sede bulgara dell’Opera Italiana Pro Oriente che lasciò illeso miracolosamente don Galloni. In alto a destra una delle fondamentali e rarissime testimonianze della carità e dell’impegno di don Francesco nel salvataggio degli ebrei perseguitati. Si tratta delle corrispondenze di un’artista brasiliana del 1940 che testimoniano l’opera di supporto verso la salvezza degli ebrei perseguitati, a seguito dei provvedimenti razziali del 1938. Nel silenzio e nel rischio la sede dell’Opera Pro Oriente di Sofia fu meta e rifugio temporaneo di diversi ebrei perseguitati.

“Serrate nei vostri petti la Croce
come essa è piantata su tutte le nostre cime.
Essa che vigila e protegge i nostri morti
accompagni il vostro cammino;
dalla Montanina alla vita, dalla vita al Cielo”.

(don Galloni agli alunni e alunne
della Montanina - 1947)

 

 

 

 

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