Skip to content
1704125197504
1 Apr
Aprile 1, 2023 ,
11:00 am
Cimitero di Cima Neutra - Monte Cimone - 2023

Programma

Il primo aprile 2023 si è svolta l'inaugurazione del recupero de cimitero di Cima Neutra in zona Monte Cimone.
Lo storico Manuel Grotto che fin dall'inizio ha coordinato con passione il recupero di questo sito significativo ha voluto invitare le suore della Montanina alla cerimonia.
Le suore Passioniste di San Paolo della Croce, presenti oggi alla Montanina, fanno memoria del carisma di Mons. Francesco Gallloni, cappellano degli alpini, che tanto si prodigò per il recupero della salme dei caduti nell'immediato primo dopoguerra.

A 84 anni Suor Teresa è salita fino alla Cima Neutra, nel Vicentino, scalando 850 metri di dislivello, per raggiungere il cimitero militare di Arsiero e deporre ai piedi della croce il cappello d’alpino di don Galloni, l’Angelo del Pasubio, pluridecorato cappellano militare, in prima linea con le sue penne nere durante la Grande Guerra nel recuperare tanti caduti, su vari fronti. Tenace, con una memoria di ferro, suor Teresa è l’ultima delle figlie di Santa Maria Annunciata, l’ordine fondato da mons. Francesco Galloni, confluito nel 1999 nella Congregazione delle Suore passioniste.
Con una forza incredibile ha parlato alla folla, senza microfono, citando una testimonianza dello stesso don Francesco:
“Udivo dalla trincea le voci disperate dei soldati feriti, le invocazioni dei morenti, il grido di chi chiamava la mamma. La voce di Dio e dei miei alpini mi chiama. Con la croce legata in cima ad un palo da tenda, penetravo tra i soldati in prima linea con la stola sulle spalle e in mano il vaso degli oli sacri, tra le pallottole. Gli austriaci, nel vedere quel pretino giovane che avanzava impavido, stupiti cessarono il fuoco. Compiuto il pietoso servizio, ritornai piangendo, ma incolume, in trincea e subito dopo ricominciò il crepitio delle armi”. (dal Giornale di Vicenza)

Luogo

Monte Cimone

Data & Ora

Aprile 1, 2023 ,
11:00 am

Approfondimenti

Altre info

Con la toccante inaugurazione dell’ex cimitero militare di Cima Neutra, ricostruita la storia di Giovanni Valtolina, soldato ignoto della sanità

di GIOVANNI MATTEO FILOSOFO

Incredibile, struggente, emozionante. È stato così l’evento inaugurale del recuperato ex cimitero militare italiano, detto “di Cima Neutra”, posto tra Cimone e Caviojo, coinciso con la consegna di una targhetta nominativa del soldato Giovanni Valtolina, miracolosamente ritrovata, a 107 anni dalla morte, tra le macerie di un terrazzamento. A ritirare il cimelio, capace di dare un volto ad uno dei 150 caduti inumati, e, spesso, ignoti, è stato Mauro Colombo, pronipote di Giovanni, giunto sul Cimone con la famiglia: il nipote Angelo, di 77 anni, e gli altri pronipoti: Massimo (50), Marta (19) e Mattia (12). “Questo è un viaggio della memoria ritrovata – dice durante il cammino fatto per raggiungere la cima. Da Cornale d’Adda ad Arsiero: un viaggio, muovendoci non solo nello spazio, ma anche nel tempo”. Mauro è sindaco di Cornale, paese di 7.500 abitanti, in provincia di Monza. Da lì, partì un giorno, per la guerra, il prozio Giovanni, 24 anni appena, abbracciando papà Angelo, e baciando la mamma Luigia e i fratelli. “Non lo sapeva, ma quegli abbracci erano un addio – sospira Mauro Valtolina.- Non è più tornato. Consultando le carte rinvenute, abbiamo saputo che era stato inserito nella fanteria, terza compagnia di sanità Milano. Poi, che come milite ignoto era stato sepolto nel cimitero monumentale di Arsiero. Niente altro”. Si giunge, affannati per l’ascesa, ad uno stretto pianoro, che gli austroungarici del 59° rgt. Reiner chiamavano “Hexenkessel”, traducibile come calderone o “Bolgia delle Streghe”, che avevano reso inespugnabile, grazie a camminamenti e trincee che formavano un quadrilatero, armato di lanciafiamme e mitragliatrici. Proprio lì si infranse l’attacco dei nostri, il 31 luglio del ’16, che, dopo aver ripreso la cima del Cimone, invano tentarono di conquistare la posizione fortificata. E, lì, morì Giovanni Valtolina, colpito da una granata mentre tentava di soccorrere dei compagni feriti. I suoi discendenti percorrono ammutoliti la linea avanzata, immaginando la tragedia avvenuta. Chiedono di sapere cosa avvenne poi: il trasporto dei caduti, e di ciò che restava dei loro corpi, fino al cimiterino ai piedi di Cima Neutra; la loro inumazione: 150 croci ad indicare il luogo di sepoltura. Su quella di Valtolina venne infissa la targhetta metallica, col suo nome, ritrovata dopo 107 anni, dai volontari, mentre stavano restaurando l’ex camposanto militare, abbandonato dopo la traslazione delle salme nel sacrario arsierese. “Quella targhetta – dice il sindaco – la doneremo al comune di Cornate d’Adda, perché sia memoria pubblica, e non solo privata. Il prossimo IV novembre ci sarà una cerimonia ufficiale, in nome del ricordo della guerra e del valore della pace”. Poi, per un sentierino scosceso, l’arrivo all’ex cimiterino bellico, l’incontro con tanti altri convenuti, il tricolore, i discorsi delle autorità. Commovente la presenza di suor Teresa, 84 anni, che, giunta dal villa Montanina, accompagnata dalla superiora delle passioniste, suor Joanna, ha dapprima deposto, ai piedi della croce, il cappello d’alpino di don Francesco Galloni, l “Angelo del Pasubio”, pluridecorato cappellano militare del Btg Monte Suello. Fu lui, dopo la guerra, a prendersi cura dei cimiteri militari sparsi tra le montagne, tra cui quello di Cima Neutra. A recuperare altre salme, a ricomporle, a farle vegliare dalla statua della Madonna, che dalla Montanina aveva voluto avesse il viso rivolto verso queste cime. Insanguinate.

RASSEGNA STAMPA

FOTO

 

 

 

Altri eventi

Register Event